Divergenza e Convergenza, creatività e logica del Pensiero

Recentemente ho letto alcuni saggi di Joi Paul Guilford, psicologo americano, concernenti i suoi studi di psicometria sull’intelligenza, ed in particolare la distinzione tra pensiero divergente e convergente. Ho trovato con soddisfazione alcuni concetti che ho condiviso grazie alle mie esperienze multidisciplinari, in campo artistico, sociale e informatico.

Il pensiero divergente tende a identificarsi con il pensiero creativo, un approccio esplorativo fluido, flessibile e originale, caratterizzato da ricchezza e varietà, un’abbondanza di opzioni che prelude a risultati inattesi e originali.

Il pensiero creativo o divergente, alimenta tutti i campi del sapere, da tempo ha superato l’alveo artistico ed è oggetto di approfondite ricerche per la realizzazione di nuovi modelli d’intelligenza artificiale, modelli che escono dai rigidi canoni scientifici e sviluppano e manifestano il sapere attraverso un’inedita esplorazione e sfruttamento del patrimonio informativo personale.

Alla base di tutte le ricerche troviamo l’informazione, un “concetto” complesso e articolato, multiforme, flessibile e mutevole nel tempo. Nozioni, immagini, notizie e ricordi articolati che determinano sentimenti, emozioni, turbamenti e percezioni. Le informazioni hanno una speciale capacità associativa che consente di arricchire ulteriormente il patrimonio informativo della persona. L’associazione di due o più informazioni determina e produce altre informazioni strutturate in forma complessa.

Nel 1950 A. Moles, sociologo francese, occupandosi di arte, affrontò il problema attraverso l’estetica informazionale, situandosi in un complesso sistema multidisciplinare, tra statistica, matematica, psicologia della percezione, sociologia e filosofia. Moles considerava l’opera d’arte, ed altri campi relazionali, come un messaggio trasmesso da un emittente a un ricevente. La quantità di originalità del messaggio si può calcolare sulla base di maggiori o minori ricorrenze di “segni” già noti, più un messaggio è comprensibile meno è interessante se non addirittura banale.

L’originalità del messaggio presuppone un pensiero creativo divergente che si sviluppa attraverso un grande patrimonio informativo che delimita il suo orizzonte esplorativo. Il patrimonio informativo personale è costituito dalle informazioni possedute e dalla loro stessa elaborazione, e la qualità dell’esplorazione del pensiero divergente dipende dalla quantità d’informazioni disponibili.

Il pensiero convergente, largamente sfruttato in campo industriale, tende a identificarsi con il pensiero logico, un approccio sistematico, raziocinante, coerente, metodico, funzionale ed efficiente. William McNair Fox, al tempo docente di Relazioni Industriali all’Università della Florida, ne fece un modello relazionale di consolidamento e di sviluppo.

Un sistema fattoriale che concentra tutte le risorse dell’intelletto e converge su un obiettivo predeterminato, un metodo consolidato che blocca qualsiasi tentativo di esplorazione. Le variabili in campo sono ridotte, lo sfruttamento del patrimonio informativo è limitato, le possibili associazioni elaborate dal pensiero sono forzatamente ridotte ed assolutamente funzionali al raggiungimento della meta. Pensiero divergente e convergente convivono e interagiscono in ciascun soggetto, espressioni funzionali del pensiero che sono utilizzate in momenti diversi in ogni campo applicativo, un potente sistema duale in grado di raggiungere qualsiasi eccellenza.

CARLO VIGHI

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